giovedì, 28 agosto 2008

noieben

L’arrivo.

Appena sbarcati ad Antalya io ed i miei compagni di viaggio ci scambiamo un’occhiata e ci chiediamo all’unisono: ma che caldo fa?  Noi non è che veniamo dal Cervino, per carità, ma il caldo turco fa rimpiangere quello egiziano più secco e quindi sopportabile.

Indomiti, proseguiamo seguendo i nostri compagni di volo fino ad arrivare alla postazione della polizia turca per far apporre il visto d’ingresso sui documenti. I miei compagni passano senza problemi, poi è il mio turno e lo sbirro in un inglese incomprensibile mi dice qualcosa che non capisco e aspetta la mia risposta. Eccolo là, Magister in Fuga di Mezzanotte, ma la putt….

Stai calmo - mi ripeto,

sfoggio un cordiale sorriso, chiedo scusa e gli chiedo di ripetere;  al che, quel buontempone, ripete in turco quello che già non s’era capito in inglese.

ahhhh, annamo bene.  

Poi mi spiega che per lui sarebbe stato più facile effettuare l’operazione se avessi avuto il passaporto e non la C.I. in quanto con quest’ultima deve addirittura scrivere qualcosa al computer, tiro un sospiro di sollievo e ripenso alla visita che feci alla mostra delle torture antiche per scegliere quella che sarebbe stata più adatta per ricompensare l’alacre poliziotto.

I apologize – sguardo interrogativo – I’m sorry

Arriviamo quindi alla postazione Med dove troviamo due sorridenti ragazze: la fidata infermiera Alexandra e un’altra biondina di aspetto piacente e dai modi gentili che ci accompagnano al bus. Senza meno ci schieriamo in fondo alla vettura memori delle gite scolastiche di cui vogliamo ripercorrere i fasti e le follie.

Man mano che il tragitto viene percorso il cielo si fa scuro, ma veniamo rincuorati da una delle nostre accompagnatrici che in un italiano abbozzato ci dice di non preoccuparsi perché lì, a Kemer, non piove mai, ma proprio mai ! ! E lo dice con un tono quasi affranto che lì per lì non capimmo ma che poi sarebbe diventato il nostro tono appena il tema tempo fosse stato toccato in un discorso.

Le accompagnatrici ci illustrano tutte le escursioni ed attività possibili tra cui:

Un’appassionante cavalcata,

al che Pallozza dice: A me questo villaggio già mi piace, manco siamo arrivati e questa già si propone.

La scuola di sci nautico,

Una scarrozzata in mountain bike con jeep al seguito per accogliere chi aveva avuto un’eccessiva stima delle proprie capacità di resistenza,

Il canyoning, per i più temerari, con scalate in cordata, passaggi sotto una cascata e via discorrendo,

e per i maniaci delle rovine ci assicurarono che se avessimo voluto, ci saremmo potuti ubriacare di sassi e monumenti collocati ad imperitura memoria di ciò che gli Ottomani furono.

Al che Pallozza fa a Cazzotto:

S’cand mà t’ha mmanè u canyoning… bell, satt a casc’t c nù b’cchir d cuba libre jind’a na man e a zoc ind all’alt, t’ha v’dè c’ià parè bell.

[Secondo me dovresti provare il canyoning… bello, sotto la cascata con un bicchiere di cuba libre in una mano e la corda nell’altra, faresti la tua porca figura]

E ride a scompisciarsi.

In effetti era impossibile fare tutte queste attività in una settimana sola e nell’imbarazzo della scelta decidemmo bene di non farne nessuna per non far torto a chicchessia.

E mentre riflettevamo su questi temi arriviamo in villaggio: bello, bellissimo, scendiamo con gli animatori in parata che ci fanno rifocillare. Olivier, il bravissimo capo villaggio ci dà il benvenuto e per gruppi ci accompagnano agli alloggi. A noi toccò essere accompagnati da Nikos e Ben, quest’ultimo un pezzo di marcantonio israeliano di un metro e ottantadue credo, bello, simpatico e gentile che ci dice: Don’t care about excursions, here Kemer is famous for one single thing:

Party, Party, Party

Traduco ai miei amici e Cazzotto sentenzia:

E PARTYAMO !

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martedì, 26 agosto 2008

278_ClubMedKemer_1180095137

Finalmente si parte.

Destinazione il Club Med di Kemer in Turchia.

Lo so, non storcete il naso, sappiate che ho provato ad organizzare la mia vacanza da globetrotter, ma ho desistito. Dovevo scegliere tra la mèta e la compagnia e al cuor non si comanda.

L’idea di partenza era farmi un giro negli Stati Uniti, visitare la culla della democrazia anche se, con tutta quella che esportano si rischia di rimaner delusi se uno ci va apposta. Questo mio desiderio, però, cozzava irrimediabilmente con le esigenze dei miei due compagni di viaggio e quindi è stato giocoforza adattarcisi.

D'altro canto la vacanza negli States è solo rimandata, spero di andarci se quel baffo d’oro di Enzo Delvecchio vorrà onorarmi della sua frizzante compagnia e della sua esperienza in materia.

Certo per perseguire il mio scopo originale bastava cambiare compagnia, ma dopo anni di reciproci ed estenuanti fidanzamenti questo è il primo e forse l’unico anno in cui poter intraprendere un viaggio tutti insieme e poi, stare con loro mi rilassa e mi diverte al contempo, se poi ci mettete il vantaggio di non dover essere l’unico interprete del gruppo ... sapete, ho già provato questa atroce esperienza, ma ormai gli anni non mi consentono più di tenere i nervi così saldi come un tempo. Pensate forse che esageri? Provate voi a comporre frasi compiute in un’altra lingua, capire quello che dice l’interlocutore,  ascoltare tutte le battute e prosaiche richieste che i vostri sghignazzanti amici fanno seduti dietro di voi in un taxi e porgerle in maniera altrettanto comprensibile e gentile, una esperienza per giocatori professionisti di golf e gran maestri di scacchi, non per me.

I miei dubbi sulla mèta si fondavano sulla riproposizione di una vacanza già fatta ma, a detta di tutti, questo villaggio è diverso da tutti gli altri, staremo a vedere. La valigia è pronta, io anche, non resta che aspettare uno squillo, LO squillo, che m'annuncia l'inizio di questa ennesima avventura.

Che Dio ce la mandi buona anzi, bona e se è pure ricca mejo. 


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venerdì, 27 giugno 2008
7BerlusconieMaraCarfagna

Cari amici, è con sommo piacere che vi presento un'altro episodio della rubrica: Dillo allo zio.
Sono felicissimo di potervela proporre perchè non è mia, ma della penna migliore che conosca: yoMariolina (occhio perchè son giusto, non galante. Se ancora non vi fidate troverete il link qui accanto).
Dopo aver collaborato con me alla stesura dell'ultima ha deciso di cimentarsi con questa che vi riporto fedelmente trascritta. Non ho ardito metterci mano anche perchè lo spirito del mio piccolo blog è proprio questo: essere di volta in volta attore, regista e spettatore.
Mettetevi dunque comodi accanto a me e ....

Sipario!

Caro zio,

sono Mara di Salerno, ho trentatre anni e seguo assiduamente la tua rubrica, trovando davvero saggi i consigli che dai. Non avrei mai creduto di doverti scrivere un giorno e invece eccomi qua. Ma prima, lascia che in qualche riga ti racconti la mia storia.

Sono una ragazza che viene dalla provincia, che stava sempre per strada con gli amichetti e con i genitori sempre impegnati al lavoro. Sognavo il mondo dello spettacolo, ma mamma mi diceva sempre che mi serviva il pezzo di carta. Dopo liti furibonde, mi iscrissi alla facoltà di Legge.

Finalmente arrivò per me il pezzo di carta, con una votazione ottenuta forse con un po' di infamia, ma di certo con la lode.

Nonostante la timidezza, riuscii a sfondare nel mondo dello spettacolo. Ho lavorato in numerosi programmi RAI e Mediaset, cercando in tutti i modi di far...emergere le mie qualità. Non puoi immaginare che fatica mi sia costata. Ho anche fatto un calendario. Ma, caro zio, non arricciare il naso, giacchè era un nudo artistico.

Poi la mia vita cambiò.

Ad un certo punto la vita ti porta a fare determinate scelte e, a malincuore, ho cambiato...strada. Ho sempre creduto in certi valori. Quando facevo ancora la soubrette saltuariamente in tv, Tinto Brass, mi offrì un ruolo, ma rifiutai proprio per i valori trasmessi dai miei genitori. Mi spoglierò solo per il mio uomo...quando sarà il momento. Adesso mi spoglio per tutti, ma scelgo io.

Dicevo...sì, fare delle scelte.

In realtà fui scelta. Da un uomo.

Era come il Cavaliere delle favole. Scelse me.

Era un uomo sposato, per cui non potei esternare tutta la mia...stima, che tuttavia era evidente tra le file di partito. Mi disse che avrei cambiato il mondo, che avrei tolto le mie amiche più sfortunate dalla strada e che avrei fatto un po' quel cazzo che mi pareva, tanto nessuno se ne sarebbe accorto. Un lavoro straordinario, che mi avrebbe portata a viaggiare, a stare in tv e a non umiliarmi più come facevo prima. Non avrei dovuto più fare qualsiasi sforzo per...mostrare le mie capacità.

E quel posto fu mio. Il mio Cavaliere fu talmente furbo, o gli italiani furono così stronzi, che mi trovai in Parlamento. Vissi solo una spiacevole situazione con qualcuno del partito, invidioso. Non volevano una soubrette in Parlamento, ma giammai, io sono laureata con 110 e lode, quindi giudicatemi come politico.

Ho dei valori che non so esprimere, per questo a volte, mi faccio suggerire i discorsi da fare alle conferenze. Sono timida l'ho detto. Sono valori profondi, che turbano l'animo dei blasfemi come Luxuria, il quale ebbe a dire che avevo la stessa ideologia della Germania nazista. Io?!? Ma se il discorso a cui si riferiva l'aveva scritto un professore di Filosofia!

Fui corteggiata elegantemente ed insistentemente. Il Cavaliere Azzurro mi riempiva di attenzioni e tutto di nascosto da sua moglie. Ma poi la passione prese il sopravvento e una sera, mi sussurrò: "Se non fossi sposato, ti sposerei". Non abbastanza da non farsi sentire da quella vecchia strega. Una che sta sempre in casa e non lo coccola più. Una totalmente disinteressata all'attività del marito. Una che non lo segue nemmeno durante le campagne elettorali. Fece un casino della madonna e mi fece finire sui giornali. Non puoi immaginare la vergogna! Io!!!

Oggi tuttavia, seguire quest'uomo, mi ha portato al nocciolo del problema, caro zio.

Per amore ho lasciato il mondo dello spettacolo, la casa dove abitavo e la strada dove lavor...ehm...giocavo da bambina. Ho iniziato una carriera nella politica per fargli piacere e per lasciare la convinzione ai suoi amici del partito che gli tira ancora. Ho accettato un posto di tutto rispetto in Parlamento, che si chiama - aspetta che controllo sulla carta intestata...ecco - Ministro delle Pari Opportunità. Che non so cosa significa, ma mi va bene lo stesso, purchè possa stare in tv qualche volta.

Caro zio, io oggi sono disperata perchè non dormo più, non mangio più e sono fortemente dimagrita. Quel cretino, è sì, un Cavaliere con me, ma lo è con tutte. Ha messo in Parlamento certe sgualdrinelle, che dovresti vederle, ti farebbero impressione. Non mi dedica più tante attenzioni e qualche settimana fa, l'ho beccato con un messaggino sulla carta intestata ministeriale, con baci e abbracci da quelle sciacquette. E non posso nemmeno fare la gelosa, visto che, credendo in certi valori, non sarà mai il mio uomo. Ma allora è meglio fare qualche peccatuccio una volta ogni tanto e farlo sapere al prete (che non capisce mai quando mi confesso; chissà perchè mi chiede sempre la dimostrazione pratica), che non fare un peccato mortale, come distruggere una famiglia non sempre felice, ma pur sempre con dei bambini. Ma allora, come fare? Come posso tornare ad essere felice e una volta per tutte dimostrare anche a quelle parlamentari scialbe, che ho cervello e tante qualità?

Aspetto con ansia una tua risposta.

Con tutta la mia stima

Mara


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martedì, 17 giugno 2008
Donna Robot

Ricordate questa canzone di Nat King Cole? Ormai è mia compagna fedele perché signori è ufficiale: sono innamorato. Da quando sono tornato single i miei amici m’hanno suggerito di mettermi al centro della mia vita, insomma di amarmi di più anche perché non è vero che si diventa ciechi. E’ stato difficile arrendersi a questo sentimento perché con la mia ex eravamo davvero fatti l’uno per l’altra e anche adesso è così, io son fatto per una e lei per un altro.

Bella forza direte voi, anch’io ho una donna oppure l’ho avuta e l’amo o ci siamo amati e lei mi ricambia o ha ricambiato, bella forza magister direte voi incauti. Lasciate che vi spieghi un po’ il motivo di tanta gioia.

Lei mi ama, fa tutto quello che le dico e in più non me lo rinfaccerà mai.

Lei non ricorda le piccole marachelle che posso commettere, o meglio lo fa e le serba nel suo piccolo, piccolissimo cuore.

Lei stirerà le mie camicie senza fiatare (da prendere letteralmente).

Non mi romperà mai le scatole con la tavoletta del cesso da tenere abbassata.

Non mi chiederà mai di accompagnarla al più vicino centro commerciale per comprare un carrello di cose inutili.

Lei impasterà ruote e ruote di focaccia per me ed i miei amici quando ci saranno le partite in TV, mi farà vedere 90’ minuto e poi Controcampo.

Non mi costringerà a seguire:

E.R./Grey’s Anatomy/Le sorelle McLeod/Una mamma per amica/CSI Miami, New York, Canosa/Beautiful/Un posto al sole/ etc. etc.

Non dovrò mai più lavare i piatti solo perché lei ha riscaldato un sugo del cazzo o se al massimo dello sforzo lo ha preparato.

Non pretenderà di cambiarmi dopo essersi innamorata di me per come ero.

Non mi chiederà più di non correre in macchina come quella volta che andavamo così piano in autostrada che casello e casello si chiamavano perché erano in pensiero, tant’è vero che eravamo gli unici con il lunotto posteriore sporco perché i moscerini ci tamponavano. O come quando andò in fissa con i cartelli autostradali:

1 morto ogni 3 persone per colpo di sonno

E lei mi chiede:

”Hai sonno? Non vorrei essere l’unica stronza a morire”

“No amore”

1 morto su 3 per guida in stato di ebbrezza

“Ma non è che sei ubriaco? Non vorrei essere l’unica stronza su tre che muore”

“No amore”

1 morto su 3 per guida distratta

“Non è che sei distratto? Non vorrei essere l’unica stronza su tre che muore”

“No amore, ma se non la smetti sei l’unica stronza che se la fa a piedi!”

Chi è lei? Ve la presento!

http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=21297&showtab=copertina

Il tutto anche a comode rate. Nel pacco, alla consegna, vi sarà consegnato anche il comodo telecomando.

telecomando donna

Venghino siori venghino perchè non è più vero che Biancaneve, Cenerentola, Mary Poppins ed una donna premurosa sono tutti personaggi di fantasia.

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sabato, 14 giugno 2008

silvio-veronicaCari amici, eccovi la terza lettera che ho scelto tra le migliaia che sono arrivate alla mia casella postale; è una donna che mi scrive stavolta: Veronica dalla provincia di Milano e dice:

Caro zio,

ti risparmio la solita tiritera sui complimenti e sulla mia passione per la tua rubrica. Il fatto stesso che sia qui a scriverti è sintomo già della stima che nutro nei tuoi confronti.

Ti scrivo la mia storia, che come tutte le storie è simile a quella di molte altre, ma unica allo stesso tempo.

Sono sposata da molti anni ad un uomo potente, molto potente. L’ho conosciuto nel camerino di un teatro dove mi ero esibita, ed è stato un colpo di fulmine. Non avevo mai visto tanto fascino in forma così… compatta, e travolta da una corte spietata, da faraonici regali, ho ceduto all’irresistibile tentazione. Ricordo ancora oggi i week end a Saint Moritz e a Portofino, ma non è stato tutto rose e fiori dall’inizio. Mio marito, deve sapere, era già sposato e intrattenne con me questa relazione extraconiugale, finchè non ottenne il divorzio. Ma non sono una rovinafamiglie. Mi sono sinceramente legata a lui rinunciando a me stessa, alla mia carriera, ad una vita e ad un amore normale, vittima adesso di me stessa e condannata a piangere lacrime dorate a cui risulta persino difficile credere.

Ho dato 3 figli a mio marito, grazie a me uno più bello dell’altro. Grazie all’educazione steineriana che ho scelto per loro, si sono risparmiati un bel po’ di televisione, e con quello che passano, ho fatto la cosa giusta, anche se mio marito diceva che così non lo vedevano mai. Ho messo da parte la carriera per stare a casa. Ho condiviso tutte le sue scelte, rimanendo in disparte preferendo il ruolo di mamma a quello di first lady, anche perché con tutte le cagate che dice mi si sarebbero rotti i capillari a forza di arrossire ed io ci tengo ai miei capillari.

Abbiamo vissuto momenti brutti, molto brutti, avevo già imparato a fare il pan di spagna ripieno di una lima ad un certo momento, ma poi le cose si son messe per il verso giusto e non ce n’è stato più bisogno. Ricordo come fosse ieri quella volta in cui è stato male, un dolor di testa che non l’abbandonava mai, ad una prima visita gli hanno trovato un nodulo tra le orecchie che il medico ha apostrofato col nome di "cervello", ha addirittura detto che ce l’aveva dalla nascita. Avresti dovuto vederlo caro zio, era come un bambino a cui si impediva di giocare, si chiedeva com’era possibile che si fosse manifestato adesso se prima non gli aveva mai dato fastidio.
Era giocoforza fare altri accertamenti, che si sono per fortuna risolti per il meglio: rincasando dalla clinica mi disse felice:
”Amore è tutto a posto, non corro rischi, l’elettroencefalogramma è piatto”.

Da dargli un cazzotto in testa.

Ma d’altronde si è sposati anche in malattia, in povertà, finché morte non ci separi, manca solo che ti fregano la macchina e sei a posto.

Se questo quadro ti può sembrare a tinte fosche sappi che ne arriveranno di nere. Eh già perché noi donne dobbiamo combattere contro l’atroce nemico: la vecchiaia. Come dire? Mio marito non trova più il mio giardino verde come un tempo e s’affretta a trovare tutte amiche giardiniere.

Le corna però, credimi, non mi sono insopportabili quanto la mancanza di cura nel tenerle private e non sono mica le troiette che se ne fanno vanto, nooo è lui, mio marito: due matrimoni, cinque figli, e una carica di primo … piano non lo rendono più discreto di un 15enne che si fa fare la prima sega. Ma si può campare così? Con un 15enne accanto? Ha voluto fare il lifting, e va bene, s’è fatto il trapianto dei capelli e stiamoci. Mi ha persino portato in casa un suo compagnuccio: cantante compositore napoletano che appena l’ho visto, dopo avergli aperto la porta, ho immediatamente richiuso dicendo: ”No, grazie non ci serve niente” l’avevo preso per uno della Folletto. Un’altra volta poi ha organizzato una festa in mio onore e coperto di veli ha danzato per me portandomi in dono una collana di diamanti, a vederlo danzare, rimpiangevo i balletti della Defilippi. Sono stata costretta a comprare quelle foto per non farmi ridere dietro dal panettiere.

Insomma quando è troppo è troppo, il farfallone poi s’è fatto fotografare in una delle nostre ville con mezza dozzina di donne, ad una di queste ha fatto anche una proposta di matrimonio, così in pubblico, come se io non esistessi. E se lo senti parlare, nooooooo lui è per la famiglia, ma quale famiglia?

Potrai ben credere che ad un certo punto son sbottata e ho chiesto delle scuse pubbliche come l’affronto che avevo subito. È stata tuttavia una cosa discreta. Gli amici Bruno ed Enrico hanno fatto salotto, ma soltanto per una sera. Del resto sono una donna riservata, non come la Franzoni a cui sono state dedicate discussioni intere. Ci vuole classe. Quanto alle scuse, le ho ottenute, ma scritte da avvocati e suoi consiglieri, non una parola sua, forse perché un capriccio finisce non appena viene esaudito, a me resta l'amaro in bocca di una relazione morta, di un ruolo di moglie che non sento mio aggrappata strenuamente a quello di madre che la noncuranza del mio compagno svilisce con le sue scellerate gesta. 

Cosa mi suggerisci zio?

Veronica disperata.

I fatti esposti e le persone citate sono frutto di pura fantasia (quasi), ma non è la mia cioè ... non in tutto. A questo post ha collaborato un'altra penna. Birra pagata a chi indovina chi è...

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venerdì, 30 maggio 2008
Spud_al_colloquio

Aaa. F.D.S. Società Di Costruzioni seleziona personale da inserire nella nuova sede di Bari, sono richieste: capacità di lavoro in team, buona conoscenza della lingua inglese, possibilità di spostamento.

L’annuncio mi era saltato subito agli occhi, chiamo e mi risponde una gentile segretaria che fissa un appuntamento con l’ing. per le 17.30 – 18.00. Prima di uscire di casa avevo scordato nell’ordine:

Portafogli con soldi e documenti, Chiavi della macchina, Chiavi di casa, Incartamenti vari e vani.

Inutile dire che mi ero mosso con mostruoso anticipo rispetto all’orario stabilito e alle 17.15 sono già lì. Apro timidamente la porta e una gentile signora sorride e mi chiede cosa desidero. L’atteggiamento amichevole mi agevola la risposta e le chiedo del mio appuntamento. Con sommo rammarico scopro che l’ing. Olani Irma non c’è, e arriverà più tardi. Non posso altro che aspettare, mi accomodo su un divano simil-pelle che fagocita me e la mia delusione, il ritardo ad un appuntamento di lavoro, dicevano a Milano, è imperdonabile come il ritardo al primo appuntamento con una bella signora e la noncuranza di quest’ing. mi deprimeva. Come al solito mi son seduto in modo tale che l’ingresso non mi fosse nascosto, un atteggiamento mafioso secondo la mia ex, lo faccio in realtà per tenere la situazione sotto controllo al massimo delle possibilità, ma … son cose.

La musica dell’Ipod scandisce il tempo che passa, una, due, tre, quattro canzoni e dell’ingegnere ancora nessuna traccia. Passano così tre quarti d’ora che terminano solo quando Sagi Rei con la sua versione di All around the world mi spinge fuori di lì per divorare una sigaretta.

http://www.youtube.com/watch?v=tV8B7faKwxc

Ormai faccio per andarmene, mi avvicino al banco per avvisare e lasciare un messaggio all’ing. quando, con mia somma sorpresa, mi avvisano che in effetti l’ing. è arrivato forse calandosi dal tetto.

Mi annunciano ed entro nell’ufficio in cui riesco a distinguere: una scrivania sommersa da una quantità tale di depliant, carte e libri ed una valigia cerulea in un angolo segno di un viaggio appena concluso o da intraprendere. Lei mi guarda appena e mi chiede se non ho nulla in contrario a fare il colloquio al bar che si trova di fronte all’azienda giacché non aveva ancora preso il caffè pomeridiano. Le rispondo che per me non c’era nessun problema, anzi penso che sia meglio giocarsela in campo neutro piuttosto che fuori casa, ma prima le porgo le mie scuse per essermi presentato in anticipo non tanto perché credessi di doverne, ma solo per vedere l’effetto che le parole avevano sull’ing.; si possono dire milioni di parole che vengono tradite da uno sguardo, da un silenzio, finanche da un ritardo nella risposta. Fatto sta che a riguardo non emette un suono.

La giornata non era delle più belle, un fastidioso vento preannunciava una odiosa pioggia che però non ci onorò della sua presenza per la durata del colloquio ma aleggiava su di me come un monito.

Mora, occhi sorridenti con un taglio un po’ orientale, bel sorriso ed un’affettata gentilezza nei modi che non guasta mai. Le prime parole lasciano trapelare un po’ di nervosismo, ma ci sta e cerco allora di mettermi a mio agio sperando di creare la stessa situazione nel mio interlocutore.

Arriviamo al bar, aspetto che si segga per prendere posto e ordiniamo, un espressino per lei e un caffè al ghiaccio per me. Gli argomenti sono vari, si passa dalle esperienze lavorative ai viaggi intrapresi e a quelli da intraprendere, le sparo subito qualche aneddoto dei miei ai quali ride divertita, e lei ribatte prontamente raccontandomi i suoi, la conversazione prosegue amabilmente finché la vedo fissarmi i capelli.

Dopo anni ed anni di taglio Marine ho deciso di portarli un po’ più lunghi, la mia ex diceva che mi stavano meglio corti, ma se era vero quant'era vera lei, meglio farsi crescere i capelli e in fretta.

Oh, dovete sapere che io son così: se quando discorro con qualcuno vedo … che ne so una briciola sul lato della bocca dell’altro, lo sguardo va a finire sempre lì anche mio malgrado e vedendola fissare la mia chioma le chiedo:”cos’è ho i capelli a fungo?”

Ride secondo le mie intenzioni e continua a fissarli ancora di più come se stesse cercando il paragone più esatto tra i miei capelli ed una qualsiasi verdura od ortaggio.

Il tempo vola (il mio lo ha fatto) ed era tempo di separarci, mentre mi dirigo verso la cassa la vedo fissare un libro, uno dei miei preferiti: l’età dell’innocenza di Edith Wharton così lo inserisco nel conto e gliene faccio dono, nella speranza che lo legga e mi conosca un po’ di più.

Nel salutarla le porgo la mano, la stringe e mi ringrazia del libro dicendo che non avrei dovuto, ma d’altro canto era l’unico motivo per cui l’avevo fatto.

 

Verità e fantasia si mescolano nella mente di Magister e si versano sulla carta alle 10.53.

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giovedì, 15 maggio 2008

Orazi

Basta con il solito Berlusca, oggi si parla d'arte!!

Un opera rivoluzionaria questa,  lo ha detto il professore di Storia dell’Arte.

Paolo vitali (alias “l’amicone” come l’avevamo ribattezzato) è un essere mitologico metà uomo e metà passione con l’assurda convinzione di volerti arricchire ogni volta che varcava la soglia dell'aula.
Del liceo non ricordo che le bravate, le gite e le sue spiegazioni vive, aperte, coinvolgenti. Prima di affrontarne lo studio, un’opera veniva da lui inquadrata nel periodo storico per poi chiederci le sensazioni che suscitava; improvvisamente non eravamo più nomi su un registro, ma esseri umani con cervello e cuore, a cui far sapere che capire l’arte significa imparare a leggere con le regole di una nuova grammatica e così sapemmo cos’era lo sviluppo orizzontale e verticale di un quadro, i contorni più o meno decisi e definiti delle figure, la provenienza della luce e i vari piani di sviluppo.
La nostra classe di scalmanati e lo dico riferendomi ai tempi che furono perché a sentire quello che accade adesso nelle scuole non eravamo che innocenti educande, quando entrava Vitali andava in fermento, si azzittiva quando cominciava a parlare e rifiatava quando la campanella ci riconsegnava nelle mani di altri suoi colleghi meno capaci.
Quest’olio su tela viene considerato un po’ il manifesto dell’arte neoclassica perché foriero di quegli ideali illuministi che attraversavano la società dell’epoca. La rivoluzione neoclassica consisteva fondamentalmente nell'adozione di contorni netti, una visione frontale, rigidità delle pose, essenzialità nell’impostazione generale della scena e nella forza nobilitante delle tematiche trattate che andavano a contrastare la sfarzosità fine a se stessa del rococò.
L’arte diventava quindi mezzo di conoscenza e formazione per la popolazione;
la vicenda è quella dei giovani Orazi (romani) che difendono l’onore della famiglia contro i cugini Curiazi (di Alba Longa), praticamente un derby. Le armi sono il soggetto principale dell’opera, rappresentano infatti il vertice del triangolo composto dalle figure che si trovano al centro della scena, a cui fanno da contrasto in secondo piano le donne che piangono. Queste sono le sorelle degli Orazi, una di loro è anche promessa sposa ad uno dei rivali, quindi a prescindere dall’esito del combattimento, per lei sarà una atroce sconfitta. Le proporzioni maggiori dei tre fratelli e la luce che li investe dà maggiore risalto all’eroismo a scapito della visione più razionale delle donne: i sentimenti devono essere accantonati quando in gioco c’è l’onore, al di là delle conseguenze della battaglia che porterà comunque dolore e sangue, sangue rappresentato dal drappo rosso che ricade sul padre che arma le mani dei propri figli. Il tutto viene inserito in una scena scarna, con tre archi a tutto sesto sorretti da rigorose colonne doriche per non deviare l’attenzione di chi guarda dal tema principale.
Questa spinta verso la coscienza di sé che portava il neoclassicismo richiamandosi all’antichità viene ad affievolirsi con l’avvento di Napoleone quando il rapporto arte-politica diventa più forte divenendo mezzo principale di propaganda(*), incentrata sul culto e sulla personalità dell’imperatore, perdendo ispirazione ed ideali per diventare semplice convenzione e:
“Quando l’arte segue i dettami della moda o i capricci del committente la sua dissoluzione è vicina”
Henri Fuseli.
Già da allora era chiaro che usando la propaganda, dando al popolo ciò che chiede senza pensare a ciò che gli necessita per crescere, lo si tiene soggiogato al proprio interesse facendolo passare per l’interesse comune. Si distrugge la storia per non dare riferimenti, si introducono miti e sogni inconsistenti per distogliere da una realtà fatta di ben altra sostanza, d’altro canto de Andrè dice:

“Un nano è una carogna di sicuro, perché ha il cuore troppo, troppo vicino al buco del culo”.

Intelligenti Pauca,

Magister

(*) Da ricordare “Le sabine” sempre di David che aveva come tema la riconciliazione nazionale

Oggi vi toccava Vitali o Collepardi (luminare del calcestruzzo), due persone fantastiche in grado di insegnare ed educare allo stesso tempo, ma un post sulla tecnica dello Spritz Beton mi sembrava davvero assai ... me la tengo per quando starò più depresso. 

N.D.R.          La battaglia finì 3 - 2 per la Roma. 

Ho anche mantenuto la promessa di non parlarvi del Berlusca ... o forse no?

Adesso tocca a voi indicarmi opere e artisti che scuotono il vostro interesse e magari dirmi perchè.

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mercoledì, 07 maggio 2008
121
INTERVISTA DOPPIA
[Mag] NOME
[Berl] SILVIO
[Muss] BENITO
[Mag] SOPRANNOME
[Muss] NESSUNO
[Berl] PSICONANO, ER BANDANA, SUA EMITTENZA, CORRUTTORE SEMPLICE
[Mag] EHM... MI SCUSI MA L'ULTIMA NON E' UN SOPRANNOME
[Berl] MA SICURAMENTE E' UNO SCHERZO, QUANTI PRESIDENTI DEL CONSIGLIO CONOSCE CHE SIANO STATI CONDANNATI PER UN REATO CHE NON ESISTE?
[Mag] SU QUESTO SI INTERROGA LA META' DEL PAESE, CORRUTTORE SEMPLICE, SENZA NEANCHE IL RIPIENO.......
COMUNQUE ANDIAMO AVANTI:
IN COSA VI DIFFERENZIATE?
[Berl] MAH, IO SONO SICURAMENTE PIU' ELEGANTE, HO PIU' CAPELLI, SONO PIU' RICCO
[Muss] IO UN PO' DI GALERA ME LA SONO FATTA
[Mag] IN COSA VI ASSOMIGLIATE?
[Berl] SIAMO STATI SOCIALISTI                                                   
[Muss] IL SOCIALISMO
[Mag] SE E' PER QUESTO STATE TUTTI E DUE ABBASTANZA FRECATI AD AMICIZIE , TRA BAFFETTO E QUELL'ALTRO CON L' EXPORT DI DEMOCRAZIA
[Mag] LA POSIZIONE IN CUI VI PIACE DI PIU' FARE L'AMORE
[Muss] LA ROMANISSIMA E LITTORIA PECORA
[Berl] IO SOPRA E TUTTI GLI ALTRI SOTTO                              
[Mag] 3 AGGETTIVI CHE VI CONTRADDISTINGUONO
[Berl] SIMPATICO, SOCIEVOLE E LIBERALE                     
[Muss] COMBATTIVO, LITTORIO, E .... E ....
[Mag] .... E BASTARDO? OPS, MI SCUSI QUESTA M'E' SFUGGITA;
IL VOSTRO SLOGAN
[Berl] SONO SCESO IN CAMPO, MI CONSENTA, E' TUTTO IN MANO ALLA SINISTRA
[Muss] CREDERE, OBBEDIRE E COMBATTERE, BOIA CHI MOLLA, SPEZZEREMO LE RENI, VINCERE E VINCEREMO
[Mag] VEDO CHE A STRONZATE STATE A FERRO TUTTI E DUE;
HA QUALCOSA DA RIMPROVERARE ALL'ALTRO?
[Berl] NO, IL REGIME NON HA MAI FATTO DEL MALE A NESSUNO
[Mag] MA COME ... E LO SQUADRISMO?
[Berl] L'OLIO DI RICINO VENIVA SOMMINISTRATO PER VENIRE INCONTRO AI PROBLEMI DI COSTIPAZIONE DEI CITTADINI, IL RESTO E' TUTTA PROPAGANDA E POI MAZZ E PANELL FANN I FIGGH' BELL
[Mag] E LE LEGGI RAZZIALI?
[Berl] LE LEGGI...?
[Mag] RAZZIALI
[Berl] NON SENTO BENE
[Mag] LE LEGGI RAZZIAAAAAAALIIIIIIIIII
[Berl] NON ARRIVA L'AUDIO
[Mag] VABBE' HO CAPITO E LEI?
[Muss] MOLTO, TUTTO! IO NON MI SONO MAI SMENTITO, BISOGNA AVERE IL FASCISTISSIMO CORAGGIO DELLE PROPRIE AZIONI E POI COSA SONO QUESTI LICENZIAMENTI ? ?
NOI NON SI LICENZIAVA, SI AMMAZZAVA ... O SI MANDAVA AL CONFINO, EPPOI UNA MARCIA LA VOGLIAMO FARE O SI ROVINA IL FONDOTINTA E SI CONSUMANO I SOPRALZI DI LEGNO ?
[Mag] COSA VORRESTE DIRE ALL'ALTRO?
[Berl] SOLO GRAZIE, SE LUI NON CI AVESSE APERTO LA STRADA ADESSO NON POTREI ESSERE DOVE SONO
[Muss] CORAGGIO PERDIO!!! ABBIAMO LE STESSE IDEE MA NON BASTA, BISOGNA ANDARE AVANTI CON IL PETTO GONFIO D'AMOR DI PATRIA FINO ALLE LITTORIE ORECCHIE.
Magister
Ah, dimenticavo, i due gentiluomini mi hanno confermato che risponderanno alle vostre domande ... se avete da fargliene...
postato da: Mag1ster alle ore 12:59 | Permalink | commenti (24)
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martedì, 29 aprile 2008

FotoBandaGentili amici, lettere su lettere giungono alla mia casella di posta con le più disparate richieste e come sempre tocca a me scegliere quale proporvi. Stavolta mi scrive un amico dalla capitale e dice:

Caro zio,

sono Walter da Roma, complimenti per la rubrica e per i tuoi consigli. Come avrai capito, sono un tuo assiduo e fedele lettore; credevo di mai doverti scrivere, ma adesso non ne posso davvero fare a meno.

Sono un ... musicista, un direttore d'orchestra del paese di "omissis".

Nella nostra ridente cittadina ci sono due bande che si contendono da sempre la processione del santo patrono: San Leonardo patrono dei carcerati. 

Solo fino a qualche settimana fa la nostra era la banda che scandiva con la sua musica tutti gli eventi del paese. Il vecchio direttore: Romano, pensava a tutti e faceva entrare tutti nella banda a prescindere dalla storia ... musicale ... che si portavano dietro. Romano adesso è in pensione ma m'ha lasciato una dura eredità dalla quale non riesco a liberarmi (cosa che tra l'altro mi sembrerebbe anche un tantino una scortesia giacché è stato lui a farmi capire come funziona un pentagramma).

Pensa che appena ebbe l'incarico di direttore della banda del paese, organizzò un evento per dare ai carcerati un pò di ... evasione, sì... questo è proprio il termine esatto. La cosa creò però un pò di malumore negli abitanti della nostra provinciale cittadina, tutto il paese ne parlava, dal barbiere sor Lamberto Dinni (uno che di tagli se ne intende), all'emporio della sora Sandra Lonardo (ex baronessa De Mastellis) , insomma era tutto un vocio incontrollato e incontrollabile. I cittadini non si spiegavano come mai i primi ad usufruire delle nostre note celestiali fossero stati i carcerati e non quelli che ci pagavano lo stipendio; se poi ci metti che allo spettacolo hanno assistito e partecipato non solo i poveri diavoli che rubavano per fame, ma anche tutti i papponi e truffatori che hanno depredato i risparmi degli anziani del paese per poi andarseli a giocare a tressette nel Bar di Antonio Sfazio, un altro pezzo di ... da novanta ecco spiegato il disappunto.

Non voglio tirartela per le lunghe ma è stato un insuccesso clamoroso, anche perchè il capo dell'altra banda (di cui ho giurato di mai più pronunciarne il nome) è un mezzo avanzo di galera (se non lo è del tutto è solo perchè è sempre stato ammanicato ben bene) e noi volponi, invece di solcare le differenze e renderle evidenti le abbiamo appianate, così da far sembrare che siamo davvero culo e camicia, ma tutti e due vogliamo fare la camicia.

C'era bisogno quindi di discontinuità e allora ho cacciato il mio maestro e ho preso in mano le redini della banda, ho cacciato i miei vecchi COMPAGNI (che qualche anno fa avevano commesso un peccato mortale di cui non ne voglio far menzione anche perchè non si parla male dei defunti), ho cacciato i vecchi tromboni sfiatati le cui natiche avevano preso la forma degli scranni da cui ... suoniamo... e ho inserito nel gruppo nuovi elementi, ma per paura che potessero difettare in esperienza, ho collegato loro un CD musicale che parte con il loro pezzo e così suonano la musica che voglio io come la voglio udire io.

Il nostro è un repertorio vasto:

Possiamo contare sul piacione del gruppo (Francesco Ruotelli) che al flauto dolce allieta gli astanti con le note di: ARRIVEDERCI ROMA

oppure sugli intonati baffi del caro Massimo DaLima che sollazza il pubblico con le note di : FINCHE' LA (mia) BARCA VA (andate a cagare)

Oppure il ritmo indiavolato del secco: Pierino Fràssino che alla batteria rallegra con i ritmi di ANDAMENTO LENTO.

E potrei continuare, ma non voglio annoiarti troppo e ti chiedo solo un aiuto, uno spiraglio di luce per capire in che direzione andare per riportare la mia banda a condurre la processione del santo. Ti ringrazio anticipatamente per tutto quanto mi suggerirai tu ed i tuoi lettori.

Walter 

L'acido si sprigiona attraverso Magister alle 13.26

postato da: Mag1ster alle ore 12:26 | Permalink | commenti (9)
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lunedì, 28 aprile 2008

Senza nomeNiente di nuovo sotto il sole, niente che non ci potessimo aspettare, ormai hanno deciso che tutto deve cambiare, è partita una nuova stagione politica fatta di ritorno al passato e di ritorno al futuro, tutto cambierà e ognuno avrà il suo bel da fare nella faccenda, anche noi ce l'avremo, tutti.

Alla Lega tocca il compito di reinventare la geografia e al Popolo Della Libertà Condizionata quello di cambiare la storia. 

Novelli Radetzki già si affacciano alla ribalta per definire l'Italia non più una "espressione geografica" ma solo il ricordo di quella.

Per quanto riguarda la storia, ormai il nostro duce in scatola ha preso la decisione di fidarsi ciecamente di  quell'eroe e amico degli eroi di Dell'Utri, e i repubblichini sono stati definiti dei "ragazzi" dal nostro premier. Per coloro che non hanno bene l'idea di cosa siano significati quegli anni, rimanderei alla lettura di "Se questo è un uomo" di Primo Levi (Se Mariolina apprezza). Questo XXV aprile potrebbe essere l'ultimo che abbiamo festeggiato giacché ormai abbiamo dimenticato chi siamo e da dove veniamo, e se tutti i martiri della repubblica avessero saputo dove saremmo andati a finire, credo che adesso la Svizzera avrebbe moooooolti abitanti in più. Quei ragazzacci dei repubblichini hanno compiuto eccidi e deportazioni,della resistenza (comunista e democristiana), certo anche i partigiani quando potevano non ci andavano tanto per il sottile, ma come poterlo pretendere se vieni da 20 anni di oppressione, se i tuoi fratelli sono stati bruciati vivi in un fienile, se i tuoi amici e parenti sono stati deportati nei campi di sterminio?

Una notizia. L'Italia l'hanno liberata i Partigiani, gli americani hanno trovato campo pressocchè libero e tra l'altro durante la risalita dello stivale hanno fatto delle stronzate da paura tipo il bombardamento di Cassino etc. etc.

Ma ad una nazione che ha il Grande Fratello, Amici, X factor, che cosa gliene può fregare? Nulla, assolutamente nulla.

Tutto questo sta succedendo perchè purtroppo la casa circondariale delle libertà ha invertito i fattori, quando Beny promulgava le sue fascistissime leggi, il colpo di stato lo aveva già fatto: prima il colpo e poi le leggi, sennò la gente non capisce!!!

Abbiamo distrutto tutto, la DC di De Gasperi spazzata via anni fa; qualcuno ne sente la nostalgia e questo mi fa specie, e già perchè nel paese dell'immobilismo e della memoria corta, se il primo partito viene annullato qualcosa deve essere successo, no? Mani pulite ... qualcuno ricorda niente? Altrettanto si dica per il Partito Comunista il cui cadavere è ancora caldo, per nostra estrema vergogna.

Ma d'altro canto non c'era da aspettarsi niente di meglio. Il Duce, quello vero, aveva contro gente con due palle così: De Gasperi, Togliatti, e tutti i padri della costituzione, adesso cosa rimane? Casini ? D'Alema ? Ma dove credevamo di andare?

Ormai ci sentiamo italiani ogni due anni: Olimpiadi e Campionati del mondo di calcio, lì sventola il tricolore, pronti a fare il gesto dell'ombrello a tutti coloro che non sono nati sotto il nostro splendido sole, ma poi???

Questo quadro desolante, a mio parere non è certamente l'unica condizione possibile, perchè la natura si ribella da sè alle ingiustizie. I giornali non sono più credibili? Tac ecco che nasce Internet, la rete resta l'unico mezzo con cui scambiarsi informazioni, è l'anticorpo all'infezione di una stampa sempre più china al volere dei potenti di destra e di sinistra (scusate l'uso di questi arcaicismi).

Il fatto è che se cammini sempre a 90 gradi qualcuno che ... fraintende, lo trovi sempre. Quindi

>R I A L Z A T I                  I T A L I A  <

La rabbia antifascista effonde attraverso Magister alle 10.29

A proposito: Vi ricordate, quello basso che dice tante cazzate? Dai, quello che avete votato ... con la pelle tirata e i sopralzi di legno impiantati nei talloni...

Sì, proprio lui. Ebbene vi ricordate che aveva detto che non avrebbe messo le mani nelle tasche degli italiani? Ebbene, come simbolo di efficienza ha già fatto partire un prestito ponte per Alitalia per 300mln di Euro, e 300.000 Euro al giorno se Rete4 (Teleteloleccoilculo) non se ne va sul satellite, una sanzione che avrà valenza retroattiva a partire dal gennaio 2006. A fine 2008 saranno 330 milioni di Euro. E ancora non è salito al colle per assumere l'incarico di Pr... di Pr....

Non ce la posso fare

GRAZIE ITALIA 

 

postato da: Mag1ster alle ore 09:35 | Permalink | commenti (11)
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