Chiunque mi conosca un pò sa perfettamente la mia avversione per ogni forma di derivato del latte che non sia yoghurt o panna o besciamella (nella pasta al forno) o mozzarella (pizza). Non ne vado particolrmente fiero perchè da buona forchetta so di perdermi un gusto, ma il pensiero della puzza e di addentarne l'origine mi ha sempre messo tristezza e così ho fatto voto di rinunciarvi per sempre.
Chiaramente non si può sperare che tutti condividano i tuoi gusti e quando a non condividerli è la donna con cui percorri un tratto della vita la cosa comincia a diventare un tantino pesante. Non scorderò mai, infatti, la prima volta che sono uscito con Marina: tutto previsto, tutto calcolato! Una pizza nel ristorante di un amico, un fiore già sulla tavola, un tavolo un pò appartato e Vai Cor Tango. E tutto stava andando per il verso giusto, amici miei, fino al momento in cui la mia adorata non ordinò una pizza ai 4 formaggi: l'unione di tutti i più fetidi latticini. Il gorgonzola trionfava su tutti e nella cottura aveva assunto la forma di un sorriso di scherno nei miei confronti. La cena fu molto sommessa giacchè non riuscivo a parlare in apnea, la mente vagava e sognavo spazi ampi, distese di biondo grano, prati sconfinati. Haimè ero però solo a metà della prova, giacchè a conclusione della serata ci fu il bacio della buona notte che concessi, ma fu molto morigerato. Avevo finanche rifiutato l'invito a proseguire la serata a casa sua, cosa che sorprese piacevolmente la mia amata che mi spiegò quanto era lieta nell'aver incontrato in me un uomo diverso per cui il sesso era solo contorno ad un rapporto le cui basi dovevano essere rese solide prima di abbandonarcisi. Non sapeva la vera origine di tutta quella virtù, però mi guardai bene dal rivelarle i veri motivi, d'altro canto non ero forse in debito con la serata???
La storia continuò fino a che le rivelai l'atroce mio segreto e le feci promettere di non impormi più tali estenuanti prove, dal canto mio le promisi di portarle da casa, sotto sua richiesta, un pò di quel provolone piccante che a lei piaceva tanto (dove non ci conduce l'amore!). Approfittai quindi di un raffreddore potente per accontentarla (giacchè l'amore è cieco ma non stupido).
Il pacco fu preparato da mia madre, chiesi ad un amico un passaggio per la stazione e mi venne a prendere con un arnese sgangherato che lui, in un momento di esaltazione, definì col nome di automobile. Il viaggio verso la stazione procedeva lento finchè una zaffata arrivò netta alle nari del mio amico e allora finirono gli scherzi tra di noi, cominciò a manifestare una certa impazienza nel traffico cittadino: tutta Barletta era diventata un cumulo di idioti che dovrebbero lasciar a casa la macchina e permetterne l'utilizzo solo a coloro che sono in grado di guidare. L'arnese sgangherato ormai era diventato una sorta di go-kart che tagliava tutte le curve, negava ogni precedenza a pedoni e veicoli. Una volta arrivato in stazione marciai verso una panchina tra due ali di persone che si scostava in segno di rispetto. Montai sul treno ed entrai in uno scompartimento in cui c'erano altre 5 persone, faceva caldo ed il finestrino era bloccato. Un passeggero, un vecchio signore comincia a lamentarsi del caldo, un altro più ... intraprendente diceva che si sentiva quasi soffocare, sentii che cominciarono ad annusare l'aria e dopo due o tre respiri abbandonarono la carrozza senza proferir parola. Fu la volta di una signora robusta che si alzò dicendo che era una vergogna che una donna sposata dovesse subire un simile trattamento. Ero rimasto quindi in compagnia degli altri due passeggeri che manifestavano una certa impazienza ed uno di loro, che poi scoprii proprietario di una impresa funebre, disse che l'odore nell'aria gli ricordava quello dei bambini morti e a questa frase anche l'altro se ne andò. Sorrisi al signore in nero e gli dissi che probabilmente avremmo avuto lo scompartimento a nostra disposizione. Il tizio rise amabilmente dicendo che non capiva come si potessero fare tante storie per un nonnulla, ma presto lo vidi diventar depresso, parlava poco e così mi diedi alla mia settimana enigmistica. Arrivati alla stazione di Pescara prese i suoi bagagli e se ne andò augurandomi buon viaggio giacchè il suo era finito, ma mentre andavo verso la carrozza ristorante mi parve di vederlo accomodato in un altro scompartimento, non posso giurarlo, ma mi pare fosse lui.




Scritto da Pirandello nel 1930, fa parte, con Sei personaggi in cerca d'autore e Ciascuno a suo modo, della trilogia del "teatro nel teatro", che rivoluzionò il modo tradizionale di recitare introducendo nuove tecniche, non limitando più l'azione degli attori al solo palcoscenico ma facendoli recitare in platea, nei palchi, nel ridotto e coinvolgendo anche il pubblico. In Questa sera si recita a soggetto viene rappresentato il conflitto tra gli attori, immedesimatisi nei personaggi, e il loro capocomico, pronto a rivoluzionare una novella per adattarla al suo modo di fare teatro. Una compagnia di attori, diretta dal capocomico Hinkfuss, deve rappresentare una novella dello stesso Pirandello che il capocomico ha reinterpretato trasformandola in un suo lavoro. L'opera indaga sull'autorialità del regista di teatro, figura allora innovativa nel panorama teatrale, sulla messa in scena, e scruta i rapporti che intercorrono tra lui e gli attori e, conseguentemente il rapporto degli attori con il pubblico.