Gentili amici, lettere su lettere giungono alla mia casella di posta con le più disparate richieste e come sempre tocca a me scegliere quale proporvi. Stavolta mi scrive un amico dalla capitale e dice:
Caro zio,
sono Walter da Roma, complimenti per la rubrica e per i tuoi consigli. Come avrai capito, sono un tuo assiduo e fedele lettore; credevo di mai doverti scrivere, ma adesso non ne posso davvero fare a meno.
Sono un ... musicista, un direttore d'orchestra del paese di "omissis".
Nella nostra ridente cittadina ci sono due bande che si contendono da sempre la processione del santo patrono: San Leonardo patrono dei carcerati.
Solo fino a qualche settimana fa la nostra era la banda che scandiva con la sua musica tutti gli eventi del paese. Il vecchio direttore: Romano, pensava a tutti e faceva entrare tutti nella banda a prescindere dalla storia ... musicale ... che si portavano dietro. Romano adesso è in pensione ma m'ha lasciato una dura eredità dalla quale non riesco a liberarmi (cosa che tra l'altro mi sembrerebbe anche un tantino una scortesia giacché è stato lui a farmi capire come funziona un pentagramma).
Pensa che appena ebbe l'incarico di direttore della banda del paese, organizzò un evento per dare ai carcerati un pò di ... evasione, sì... questo è proprio il termine esatto. La cosa creò però un pò di malumore negli abitanti della nostra provinciale cittadina, tutto il paese ne parlava, dal barbiere sor Lamberto Dinni (uno che di tagli se ne intende), all'emporio della sora Sandra Lonardo (ex baronessa De Mastellis) , insomma era tutto un vocio incontrollato e incontrollabile. I cittadini non si spiegavano come mai i primi ad usufruire delle nostre note celestiali fossero stati i carcerati e non quelli che ci pagavano lo stipendio; se poi ci metti che allo spettacolo hanno assistito e partecipato non solo i poveri diavoli che rubavano per fame, ma anche tutti i papponi e truffatori che hanno depredato i risparmi degli anziani del paese per poi andarseli a giocare a tressette nel Bar di Antonio Sfazio, un altro pezzo di ... da novanta ecco spiegato il disappunto.
Non voglio tirartela per le lunghe ma è stato un insuccesso clamoroso, anche perchè il capo dell'altra banda (di cui ho giurato di mai più pronunciarne il nome) è un mezzo avanzo di galera (se non lo è del tutto è solo perchè è sempre stato ammanicato ben bene) e noi volponi, invece di solcare le differenze e renderle evidenti le abbiamo appianate, così da far sembrare che siamo davvero culo e camicia, ma tutti e due vogliamo fare la camicia.
C'era bisogno quindi di discontinuità e allora ho cacciato il mio maestro e ho preso in mano le redini della banda, ho cacciato i miei vecchi COMPAGNI (che qualche anno fa avevano commesso un peccato mortale di cui non ne voglio far menzione anche perchè non si parla male dei defunti), ho cacciato i vecchi tromboni sfiatati le cui natiche avevano preso la forma degli scranni da cui ... suoniamo... e ho inserito nel gruppo nuovi elementi, ma per paura che potessero difettare in esperienza, ho collegato loro un CD musicale che parte con il loro pezzo e così suonano la musica che voglio io come la voglio udire io.
Il nostro è un repertorio vasto:
Possiamo contare sul piacione del gruppo (Francesco Ruotelli) che al flauto dolce allieta gli astanti con le note di: ARRIVEDERCI ROMA
oppure sugli intonati baffi del caro Massimo DaLima che sollazza il pubblico con le note di : FINCHE' LA (mia) BARCA VA (andate a cagare)
Oppure il ritmo indiavolato del secco: Pierino Fràssino che alla batteria rallegra con i ritmi di ANDAMENTO LENTO.
E potrei continuare, ma non voglio annoiarti troppo e ti chiedo solo un aiuto, uno spiraglio di luce per capire in che direzione andare per riportare la mia banda a condurre la processione del santo. Ti ringrazio anticipatamente per tutto quanto mi suggerirai tu ed i tuoi lettori.
Walter
L'acido si sprigiona attraverso Magister alle 13.26




