
Basta con il solito Berlusca, oggi si parla d'arte!!
Un opera rivoluzionaria questa, lo ha detto il professore di Storia dell’Arte.
Paolo vitali (alias “l’amicone” come l’avevamo ribattezzato) è un essere mitologico metà uomo e metà passione con l’assurda convinzione di volerti arricchire ogni volta che varcava la soglia dell'aula.
Del liceo non ricordo che le bravate, le gite e le sue spiegazioni vive, aperte, coinvolgenti. Prima di affrontarne lo studio, un’opera veniva da lui inquadrata nel periodo storico per poi chiederci le sensazioni che suscitava; improvvisamente non eravamo più nomi su un registro, ma esseri umani con cervello e cuore, a cui far sapere che capire l’arte significa imparare a leggere con le regole di una nuova grammatica e così sapemmo cos’era lo sviluppo orizzontale e verticale di un quadro, i contorni più o meno decisi e definiti delle figure, la provenienza della luce e i vari piani di sviluppo.
La nostra classe di scalmanati e lo dico riferendomi ai tempi che furono perché a sentire quello che accade adesso nelle scuole non eravamo che innocenti educande, quando entrava Vitali andava in fermento, si azzittiva quando cominciava a parlare e rifiatava quando la campanella ci riconsegnava nelle mani di altri suoi colleghi meno capaci.
Quest’olio su tela viene considerato un po’ il manifesto dell’arte neoclassica perché foriero di quegli ideali illuministi che attraversavano la società dell’epoca. La rivoluzione neoclassica consisteva fondamentalmente nell'adozione di contorni netti, una visione frontale, rigidità delle pose, essenzialità nell’impostazione generale della scena e nella forza nobilitante delle tematiche trattate che andavano a contrastare la sfarzosità fine a se stessa del rococò.
L’arte diventava quindi mezzo di conoscenza e formazione per la popolazione;
la vicenda è quella dei giovani Orazi (romani) che difendono l’onore della famiglia contro i cugini Curiazi (di Alba Longa), praticamente un derby. Le armi sono il soggetto principale dell’opera, rappresentano infatti il vertice del triangolo composto dalle figure che si trovano al centro della scena, a cui fanno da contrasto in secondo piano le donne che piangono. Queste sono le sorelle degli Orazi, una di loro è anche promessa sposa ad uno dei rivali, quindi a prescindere dall’esito del combattimento, per lei sarà una atroce sconfitta. Le proporzioni maggiori dei tre fratelli e la luce che li investe dà maggiore risalto all’eroismo a scapito della visione più razionale delle donne: i sentimenti devono essere accantonati quando in gioco c’è l’onore, al di là delle conseguenze della battaglia che porterà comunque dolore e sangue, sangue rappresentato dal drappo rosso che ricade sul padre che arma le mani dei propri figli. Il tutto viene inserito in una scena scarna, con tre archi a tutto sesto sorretti da rigorose colonne doriche per non deviare l’attenzione di chi guarda dal tema principale.
Questa spinta verso la coscienza di sé che portava il neoclassicismo richiamandosi all’antichità viene ad affievolirsi con l’avvento di Napoleone quando il rapporto arte-politica diventa più forte divenendo mezzo principale di propaganda(*), incentrata sul culto e sulla personalità dell’imperatore, perdendo ispirazione ed ideali per diventare semplice convenzione e:
“Quando l’arte segue i dettami della moda o i capricci del committente la sua dissoluzione è vicina”
Henri Fuseli.
Già da allora era chiaro che usando la propaganda, dando al popolo ciò che chiede senza pensare a ciò che gli necessita per crescere, lo si tiene soggiogato al proprio interesse facendolo passare per l’interesse comune. Si distrugge la storia per non dare riferimenti, si introducono miti e sogni inconsistenti per distogliere da una realtà fatta di ben altra sostanza, d’altro canto de Andrè dice:
“Un nano è una carogna di sicuro, perché ha il cuore troppo, troppo vicino al buco del culo”.
Intelligenti Pauca,
Magister
(*) Da ricordare “Le sabine” sempre di David che aveva come tema la riconciliazione nazionale
Oggi vi toccava Vitali o Collepardi (luminare del calcestruzzo), due persone fantastiche in grado di insegnare ed educare allo stesso tempo, ma un post sulla tecnica dello Spritz Beton mi sembrava davvero assai ... me la tengo per quando starò più depresso.
N.D.R. La battaglia finì 3 - 2 per la Roma.
Ho anche mantenuto la promessa di non parlarvi del Berlusca ... o forse no?
Adesso tocca a voi indicarmi opere e artisti che scuotono il vostro interesse e magari dirmi perchè.