Cari amici, eccovi la terza lettera che ho scelto tra le migliaia che sono arrivate alla mia casella postale; è una donna che mi scrive stavolta: Veronica dalla provincia di Milano e dice:
Caro zio,
ti risparmio la solita tiritera sui complimenti e sulla mia passione per la tua rubrica. Il fatto stesso che sia qui a scriverti è sintomo già della stima che nutro nei tuoi confronti.
Ti scrivo la mia storia, che come tutte le storie è simile a quella di molte altre, ma unica allo stesso tempo.
Sono sposata da molti anni ad un uomo potente, molto potente. L’ho conosciuto nel camerino di un teatro dove mi ero esibita, ed è stato un colpo di fulmine. Non avevo mai visto tanto fascino in forma così… compatta, e travolta da una corte spietata, da faraonici regali, ho ceduto all’irresistibile tentazione. Ricordo ancora oggi i week end a Saint Moritz e a Portofino, ma non è stato tutto rose e fiori dall’inizio. Mio marito, deve sapere, era già sposato e intrattenne con me questa relazione extraconiugale, finchè non ottenne il divorzio. Ma non sono una rovinafamiglie. Mi sono sinceramente legata a lui rinunciando a me stessa, alla mia carriera, ad una vita e ad un amore normale, vittima adesso di me stessa e condannata a piangere lacrime dorate a cui risulta persino difficile credere.
Ho dato 3 figli a mio marito, grazie a me uno più bello dell’altro. Grazie all’educazione steineriana che ho scelto per loro, si sono risparmiati un bel po’ di televisione, e con quello che passano, ho fatto la cosa giusta, anche se mio marito diceva che così non lo vedevano mai. Ho messo da parte la carriera per stare a casa. Ho condiviso tutte le sue scelte, rimanendo in disparte preferendo il ruolo di mamma a quello di first lady, anche perché con tutte le cagate che dice mi si sarebbero rotti i capillari a forza di arrossire ed io ci tengo ai miei capillari.
Abbiamo vissuto momenti brutti, molto brutti, avevo già imparato a fare il pan di spagna ripieno di una lima ad un certo momento, ma poi le cose si son messe per il verso giusto e non ce n’è stato più bisogno. Ricordo come fosse ieri quella volta in cui è stato male, un dolor di testa che non l’abbandonava mai, ad una prima visita gli hanno trovato un nodulo tra le orecchie che il medico ha apostrofato col nome di "cervello", ha addirittura detto che ce l’aveva dalla nascita. Avresti dovuto vederlo caro zio, era come un bambino a cui si impediva di giocare, si chiedeva com’era possibile che si fosse manifestato adesso se prima non gli aveva mai dato fastidio.
Era giocoforza fare altri accertamenti, che si sono per fortuna risolti per il meglio: rincasando dalla clinica mi disse felice:
”Amore è tutto a posto, non corro rischi, l’elettroencefalogramma è piatto”.
Da dargli un cazzotto in testa.
Ma d’altronde si è sposati anche in malattia, in povertà, finché morte non ci separi, manca solo che ti fregano la macchina e sei a posto.
Se questo quadro ti può sembrare a tinte fosche sappi che ne arriveranno di nere. Eh già perché noi donne dobbiamo combattere contro l’atroce nemico: la vecchiaia. Come dire? Mio marito non trova più il mio giardino verde come un tempo e s’affretta a trovare tutte amiche giardiniere.
Le corna però, credimi, non mi sono insopportabili quanto la mancanza di cura nel tenerle private e non sono mica le troiette che se ne fanno vanto, nooo è lui, mio marito: due matrimoni, cinque figli, e una carica di primo … piano non lo rendono più discreto di un 15enne che si fa fare la prima sega. Ma si può campare così? Con un 15enne accanto? Ha voluto fare il lifting, e va bene, s’è fatto il trapianto dei capelli e stiamoci. Mi ha persino portato in casa un suo compagnuccio: cantante compositore napoletano che appena l’ho visto, dopo avergli aperto la porta, ho immediatamente richiuso dicendo: ”No, grazie non ci serve niente” l’avevo preso per uno della Folletto. Un’altra volta poi ha organizzato una festa in mio onore e coperto di veli ha danzato per me portandomi in dono una collana di diamanti, a vederlo danzare, rimpiangevo i balletti della Defilippi. Sono stata costretta a comprare quelle foto per non farmi ridere dietro dal panettiere.
Insomma quando è troppo è troppo, il farfallone poi s’è fatto fotografare in una delle nostre ville con mezza dozzina di donne, ad una di queste ha fatto anche una proposta di matrimonio, così in pubblico, come se io non esistessi. E se lo senti parlare, nooooooo lui è per la famiglia, ma quale famiglia?
Potrai ben credere che ad un certo punto son sbottata e ho chiesto delle scuse pubbliche come l’affronto che avevo subito. È stata tuttavia una cosa discreta. Gli amici Bruno ed Enrico hanno fatto salotto, ma soltanto per una sera. Del resto sono una donna riservata, non come
Cosa mi suggerisci zio?
Veronica disperata.
I fatti esposti e le persone citate sono frutto di pura fantasia (quasi), ma non è la mia cioè ... non in tutto. A questo post ha collaborato un'altra penna. Birra pagata a chi indovina chi è...




